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Comparativa Form2 Shera D40 XFAB, ecco come funzionano veramente le stampanti più vendute

Sicuramente gli incentivi per l’industria 4.0 sono stati un bell’aiuto per il settore stampanti 3D, settore che traina e viene trainato da prodotti come gli scanner intraorali, i sistemi CAD/CAM, la chirurgia guidata e tanti altri ancora. Come già visto per il mercato dei CAD/CAM la confusione e la cattiva informazione sta creando non poche difficoltà a tutti quei laboratori o cliniche che stanno valutando l’acquisto di una stampante 3D. Tecnologie diverse e caratteristiche diverse, permettono lavorazioni differenti. E’ estremamente difficile, al di sotto di certe cifre, ottenerle tutte contemporaneamente, allora si deve tentare di capire cosa vogliamo ottenere da una stampante 3D e quale livello di precisione stiamo cercando.

Lo scopo della nostra prova è proprio cercare di capire le reali caratteristiche e le reali potenzialità delle 3 stampanti 3D più apprezzate e vendute: DWS XFAB , FormLabs Form2 , Shera SheraD40.

Queste 3 stampanti posseggono caratteristiche e prezzi differenti tra loro, ora cercheremo di spiegarle chiaramente. Cerchiamo, innanzitutto, di capire le differenze tra le diverse tecnologie di stampa adottate dalle nostre 3 stampanti 3D, tecnologia SLA e DLPManifattura Additiva (AM), Stereolitografia (SLA) – è il processo di trasformazione di un fotopolimero sotto forma di resina liquida in un oggetto solido. SLA è la prima forma di stampa 3D inventata ed è ancora ampiamente utilizzata oggi, all’interno di una stampante SLA troverete 3 componenti chiave:

  1. La piastra di accumulo
  2. Il vassoio di resina
  3. Un laser

Durante il processo di costruzione, la piastra di accumulo si muoverà nella direzione del vassoio, dove la resina liquida viene caricata, in questo momento il laser si accende e polimerizza lo strato di resina interessato. Dopo che lo strato corrente è completato, la piastra di accumulo si allontanerà dal laser per ripetere il procedimento su un layer successivo, il sommarsi di strati di resina creeranno un oggetto solido tridimensionale. Lo spessore di questi strati o layer influenzerà la precisione e la finitura di superficie e il tempo di stampa. Lo spessore dei layer dipende dalle impostazioni dell’asse Z della stampante e dal livello di finitura che le viene richiesto dall’operatore.

La stereolitografia o SLA è un ottimo e preciso metodo per stampare oggetti in 3 dimensioni e può essere utilizzato in quasi tutte le lavorazioni odontotecniche grazie alla vasta gamma di materiali che possono essere utilizzati. Purtroppo, la stampa SLA non è un metodo particolarmente veloce per la stampa 3D in un ambiente di produzione.

 
Digital Light Processing (DLP) – la stampa DLP è un nuova forma di Manifattura Additiva (AM), in cui il processo, almeno in teoria, è quasi identico a quello della SLA. La fondamentale differenza è la fonte di luce che polimerizza la resina, invece che un laser come sulle stampanti SLA, viene usato un proiettore di luce. L’utilizzo di un proiettore nelle stampanti DLP dà un vantaggio importante rispetto alla stampa con laser, infatti, polimerizzando strati di resina, come visto precedentemente, non dovrà disegnare percorrendo tutto lo strato come fa una “matita” sottile ma proietterà contemporaneamente tutta l’immagine / layer permettendo un considerevole risparmio di tempo. Sarebbe troppo facile, arrivati a questo punto, definire la stampa DLP la più adatta alle nostre esigenze: stessi materiali, tecnologia simile, risparmio di tempo… ma non possiamo dimenticarci che il settore dentale richiede, quasi sempre, livelli di precisione e dettaglio davvero molto stringenti.

Ecco che il DLP mostra i suoi più grandi limiti proprio sul dettaglio e la precisione.

L’utilizzo di un laser come fosse una matita dalla punta finissima permette di stampare anche quei dettagli che in ambito consumer non sono importanti, ma in ambito odontoiatrico fanno la differenza. Anche la tecnologia DLP ha la possibilità di spingersi così nel dettaglio grazie a proiettori HD in altissima risoluzione ma, come vedremo, i costi inizieranno ad essere davvero elevati.

Nell’immagine vediamo come una riduzione del 30% dello spessore di un pennarello può creare 2 immagini simili, ma con livelli di dettaglio completamente differenti tra loro.

Iniziamo a definire, quindi, i campi di utilizzo di queste due tecnologie.

La SLA è una tecnologia che tende a coprire un po’ tutte le richieste dell’odontotecnico, a seconda della precisione dei laser possiamo usare questa tecnologia per stampare modelli ortodontici, modelli protesici o implantologici, dime chirurgiche, cappette calcinabili o altre lavorazioni in cera da fusione come scheletrati o similari.

Il DLP è indicato per la realizzazione di modelli ortodontici in grandi centri di produzione, lavorazioni con richieste di precisione maggiore richiederebbero proiettori dall’altissima precisione, quindi in HD o superiori.

Le tre stampanti che abbiamo selezionato posseggono in due casi dei laser con dimensioni differenti, mentre solo una possiede un proiettore in HD, assegneremo delle per valutare positivamente () oppure negativamente () il dato analizzato.

resine dws xfab

Chi produce le stampanti 3D e da quale paese viene?

XFAB prodotta da DWS con tecnologia SLA (ITALIA) 

Form2 prodotta da Formlabs con tecnologia SLA (USA) 

Shera D40 prodotta da Rapidshape con tecnologia DLP (Germania) 


E i prezzi come sono?

XFAB costa 6,000€ compreso il software di stampa 

Form2 costa 3,991€ compreso il software di stampa 

Shera D40 costa 31,000€ 


Quanti pezzi posto stampare contemporaneamente?

XFAB Ø180 mm 

Form2 145×145 mm 

Shera D40 110×62 130 x 75mm 

Il numero di pezzi dipende da come andremo a disporre gli oggetti sulla piattaforma di lavoro. La loro disposizione può influenzare la qualità del prodotto finale, quindi analizzeremo solo la dimensione della piattaforma.


Ma quanto è grande la sorgente luminosa?

XFAB Laser Ø50 micron 

Form2 Laser Ø140 micron 

Shera D40 Pixel 60 micron 

La sorgente luminosa laser o pixel influenzerà il livello di dettaglio dell’oggetto stampato, quindi, è estremamente importante valutare questo valore, vi ricordate il pennarello con punta sottile o spessa?


Quanto sono spessi i layer che stampano?

XFAB da 10 a 100 micron, dipende dalla resina (stampato a 90) 

Form2 step di 25,50,75,100 micron (stampato a 25) 

Shera D40 Layer possibili 35,50,100 micron (stampato a 35) 

Esattamente come succede con le immagini al computer, maggiore è l’altezza del layer maggiore sarà l’effetto pixellato che avrà il nostro oggetto, ridurre lo spessore del layer aumenterà, però, il tempo necessario per stampare l’intero oggetto.

Sul modello che è stato stampato con XFAB, abbiamo riscontrato un’alta qualità della superficie esterna del modello, sicuramente frutto della Ricerca&Sviluppo DWS che permette a XFAB di essere l’unica stampante con un layer reale di 90 micron otticamente paragonabile ad uno di 25 micron; personalmente lo definirei un Anti Alias 3D con una conseguente riduzione dei tempi di produzione decisamente importante.

L’utilizzo di layer a 90 micron, come suggerito dai tecnici DWS, permette anche di sfruttare meno il laser stesso, infatti, aumentare da 25 a 90 micron lo spessore del layer permette di ridurre il consumo/utilizzo della fonte luminosa del 75%. In parole povere, è come cercare di andare al mare da Milano a Varazze usando la 3° marcia oppure la 6°, secondo voi quale marcia stresserà meno il motore?


Quanto tempo ci metto a stampare?

XFAB 3 ore 40 minuti 

Form2 6 ore 

Shera D40 1 ora 50 minuti 

Il tempo di stampa dipende direttamente dallo spessore del layer e, se parliamo di SLA, anche dal numero di pezzi e dalla loro ombra sul layer stesso, per la tecnologia DLP dipenderà solo dallo spessore del layer dato che l’estensione del layer non influenza il tempo di solidificazione dello strato di resina. Infatti, Shera risulta nettamente vincente sulle altre due concorrenti.


Che resine usiamo per stampare e chi le produce?

XFAB Invicta 917 produzione DWS (Italia) 

Form2 Grey V3 produzione FormLab (America) 

Shera D40 Model Plus Grey produzione NexDent (Olanda) 

Tutti i produttori di stampanti consigliano o obbligano ad usare le resine da loro selezionate o prodotte, quindi, se non vogliamo brutti scherzi, conviene farlo.


Perche abbiamo scelto queste 3 stampanti? 

Personalmente considero Form2 un’ottima macchina per iniziare a lavorare con tecnologia 3D, ottimo rapporto qualità-prezzo, potrei paragonarla ad una Fiat Panda che mi permette di macinare chilometri senza grosse spese. La XFAB è sicuramente la macchina più equilibrata, copre un po’ tutte le esigenze, ottima nel prezzo e nella qualità, diciamo una buona Serie 3 Tourin (ndr: avrei voluto dire AlfaRomeo Giulia Veloce ma non ho ancora avuto modo di provarla). Shera D40 è decisamente la macchina più performante e il suo prezzo dichiara subito i suoi intenti! Ottima velocità di stampa, ottima precisione e qualità, una stampante 3D non per tutti ma per professionisti / piloti decisamente evoluti, definiamola una Mercedes AMG GT.


Perche dovrei comprarla?

Shera D40: sicuramente è la macchina più performante in assoluto (fa tutto e lo fa bene) con un livello di precisione raggiunto solo da XFAB, ma con tempi di stampa decisamente più brevi. Comprerei questa stampante 3D se fossi un centro che fa service per altri laboratori, se la qualità dei prodotti venisse prima del prezzo degli stessi e se il prezzo di vendita dei miei manufatti non fosse minimamente influenzato dal listino prezzi del mio vicino di casa.

 Scritto da  Francesco Biaggini
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