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Fusione A Cera Persa

Fusione a cera persa e stampa 3d: un modo ibrido di fare gioielli

La microfusione o processo di fusione a cera persa è una tecnica tradizionale, di fatto molto antica, per creare modelli da utilizzare per la scultura e per la gioielleria. In passato è stata utilizzata dagli scultori per ottenere principalmente opere in bronzo, oro e argento: il procedimento per la fusione era già conosciuto nell’antico Egitto e usato ampiamente nella Grecia classica fino al suo utilizzo in Italia durante il Rinascimento.

Attualmente, questa tecnica abbinata alla stampa 3d in alta definizione, è ampiamente utilizzata in campo orafo, dentale, meccanico e genericamente artistico. In passato, due problemi influenzano notevolmente il costo di un progetto realizzato con la fusione a cera persa: il tempo di produzione e il costo di produzione.

Grazie all’innovazione portata dalla stampa 3d, queste problematiche sono state superate.  Oltre ad una velocità superiore e quindi i costi ridotti, i vantaggi di questo processo includono la capacità di creare gioielli dalle forme complesse e intricate, impensabili utilizzando solo il procedimento tradizionale: mentre precedentemente un unico pezzo era spesso costituito da componenti separate che dovevano essere saldate insieme, ora si può partire da un oggetto unico. Un esempio di ciò che si può fare con questa tecnologia possiamo trovarlo nella collaborazione che abbiamo portato avanti con Saracco Gioielli.

La microfusione e l’artigianato digitale: il processo

Come ogni progetto, anche quello di un gioiello parte da un’idea, che viene resa tangibile attraverso un modello 3d. Infatti la fusione a cera persa in oreficeria (o eventualmente in altri settori del design) parte dal modello digitale: questo modello viene stampato (Punto 1 in figura) in un materiale simile a cera con una stampante 3D ad alta risoluzione, nel nostro caso Xfab o DigitalWax serie X di DWS SYSTEMS

microfusione cera persa

Ogni modello di cera può essere lavorato singolarmente a seconda delle dimensioni del componente, ma solitamente i vari modelli vengono collegati da un corridore di cera e uniti in un cono di colata, che è chiamato albero di fusione (2). Questo modello viene poi racchiuso in un involucro solido (3), aderente e refrattario, che può essere il gesso (per ottenere un singolo pezzo) o particolari resine siliconiche con le quali è possibile ottenere matrici riutilizzabili. Dallo stampo ottenuto, una volta asciutto, si fa fuoriuscire il materiale del modello (4) , come la cera, lasciando un vuoto, che viene poi colmato da una colata di metallo fuso(5), ottenendo il gioiello finito(6) che verrà poi staccato dall’albero ed eventualmente rifinito.

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