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La stampa 3d e la personalizzazione di massa

La tecnologia della stampa 3d è il cardine di un grande cambiamento nella produzione di massa e sta avvicinando due mondi simili e nel contempo diversi: quello del modding e quello sempre più vasto della mass customization.

Prosumerismo e mass customization

Mass customization è un termine inglese che possiamo tradurre come “personalizzazione di massa”, un trend dal nome paradossale ma in realtà molto promettente: l’incontro fra il “fatto su misura” e la produzione di massa.

Si tratta di una tendenza che si è affermata nel tempo rispondendo a due esigenze: da una parte quella delle aziende di colmare il gap fra la loro offerta e ciò che i potenziali clienti davvero vogliono, dall’altra il sempre più diffuso prosumerismo, cioè il fatto che i non professionisti decidano di personalizzare i prodotti secondo le loro esigenze arrivando spesso a risultati innovativi.

La parola Prosumerismo deriva da prosumer (professional + consumer), termine apparentemente recente, ma in realtà piuttosto datato: “prosumer” compare per la prima volta nel libro Future Shock del 1970 e ricompare poi nel 1980 nel best seller The Third Wave di Alvin Toffler. Oltre trenta anni fa l’autore statunitense predisse che la crescita economica mondiale si sarebbe presto arrestata a causa della saturazione dei mercati di massa e che l’unico modo per le aziende di crescere e incrementare i profitti sarebbe stato quello di far partecipare gli stessi consumatori al processo di produzione, personalizzando i prodotti e, alla fine, vendendo di più. Nel frattempo, già negli anni ottanta si comincia a parlare di personalizzazione di massa: Stan Davis usò questo termine per primo nel 1986 nel suo saggio Future perfect.

Questi termini nascono, quindi, per descrivere il protagonismo dei consumatori nella produzione, in una nuova epoca segnata dalla fine della produzione di massa e da una personalizzazione spinta al suo estremo.

Ma cos’è e cosa c’entra il modding?

Il modding non è altro che un diverso tipo di personalizzazione di massa, che nasce con presupposti diversi e non spinto dalle aziende alla ricerca di nuove strategie, bensì dai consumatori stessi che decidono di migliorare e modificare i prodotti che utilizzano per avere performance ed esperienze diverse. Rispetto al modding, dopo una iniziale diffidenza, le aziende hanno cambiato approccio, avendo capito la fantastica opportunità di personalizzazione dei prodotti che sta alla base di questo mondo.

Modding si riferisce all’atto di modificare hardware, software, o praticamente qualsiasi altra cosa, per eseguire una funzione non originariamente concepita  dal progettista, anche semplicemente estetica. Il termine modding è spesso usato all’interno delle gaming communities, comunità di videogiocatori particolarmente attenti alla personalizzazione dei loro device e dei giochi stessi. In particolare, gli appassionati di gaming e di modding creano nuovi contenuti, si sostengono nel modificare e personalizzare gli hardware per avere dei computer più performanti e condividono tutto via web.

Il modding e la comunità che se ne occupa nascono indipendentemente dalle logiche di mercato, che è però ora molto aperto a questo tipo di logica.
In un contesto di produzione  in cui consumatori e utenti modificano i prodotti, collaborano per prenderli più adatti a loro e addirittura propongono nuove soluzioni e contenuti, la personalizzazione diventa fondamentale.
Il consumatore/utente vuole decidere in merito a ciò che acquisterà o essere in grado di modificarlo.
Così sono nate pratiche come la collaborative customization (personalizzazione collaborativa), in cui l’impresa collabora insieme a ciascun cliente per produrre un bene o servizio personalizzato. Oppure l’adaptive customization (personalizzazione adattiva), in cui si produce un prodotto standard, che però può essere personalizzato direttamente dai clienti finali. Entrambe queste pratiche sono sempre più diffuse nel mondo del modding.

La stampa 3d come chiave della personalizzazione di massa

Quello che ha permesso a questo trend di diffondersi così tanto è l’esplosione delle tecnologie di informazione e comunicazione basate sul web e i social media e più recentemente i sistemi di fabbricazione digitale.

Questi mezzi rendono facile la personalizzazione, che diventa praticamente immediata. Online lo scambio di informazioni sui prodotti e sulle esigenze dei consumatori è costante: essi sono in grado di scegliere velocemente e in maniera autonoma, grazie a piattaforme che si occupano di tutto.

Non solo. Grazie alla stampa 3D, tutto può essere progettato nei minimi particolari in risposta alle unicità che caratterizzano ogni persona. La fabbricazione digitale si basa sul fatto che un file viene prima progettato e modellato in digitale e poi direttamente stampato: nel momento in cui il consumatore ha accesso al file digitale ed è in grado di modificarlo, il prodotto diventa unico e modellato precisamente sulle sue esigenze. Inoltre, la produzione digitale abbatte le economie di scala ed è caratterizzata da una vera e propria ubiquità produttiva: il file di un prodotto creato o modificato da un utente, grazie al web e alla condivisione di contenuti, potrà poi essere utilizzato da altri, che eventualmente potranno modificarlo e stamparlo.

La stampa 3d è un vero e proprio anello di congiunzione fra creazioni artigianali, produzione di massa e modding. Il modello 3d del case di un computer può essere modificato secondo i gusti di un “modder”. Dopo il case può essere stampato e infine utilizzato per costruire un computer su misura. Un designer può decidere di modificare un mouse in commercio rendendolo più ergonomico, condividerlo in rete e riprodurlo tramite la stampa tridimensionale. Altri possono usare il suo modello 3d e fare lo stesso. I casi possibili sono quasi infiniti.
Non a caso, secondo gli analisti di McKinsey il mercato della stampa tridimensionale si aggirerà tra i 230 e i 550 miliardi di dollari entro il 2025. Mentre il mercato cresce, i costi della stampa 3d sono sempre minori e allo stesso tempo aumentano tipologie e qualità dei materiali che possono essere utilizzati con questa tecnologia.
I maker lavorano ormai agevolmente resine, gomme, ceramica, cera, metalli e persino filati.
La stampa 3d è ormai diffusa per la sua versatilità e le possibilità di personalizzazione in moltissimi settori produttivi: modellismo, design industriale, automotive, architettura, moda, ma anche biomedicale.
Un ultimo esempio: prodotto che è stato lanciato poco tempo fa è stato una carrozzina su misura stampata in 3d. La realizzazione in 3D è la più appropriata per riprodurre persino la forma del corpo, unica per ogni individuo.

 

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