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6 cose incredibili che si possono stampare in 3d – parte 2

Come abbiamo già detto nel primo capitolo di questa raccolta di oggetti incredibili, le possibilità che ci offre la stampa 3d sono davvero tante, un po’ perché la tecnologia è sempre più raffinata e precisa, e un po’ perché la varietà di materiali stampabili è sempre più ampia.
Stampare oggetti in 3d è un’attività che implica una quantità incredibile di materiali: dalle più ovvie plastiche e resine, si passa a legno, gesso, ceramica, cioccolato, zucchero, pasta di frumento, metalli… E la lista potrebbe continuare.
Siamo giunti al punto che (quasi) tutto ciò che si può modellare o scansionare in 3d diventa poi tangibile.

Ecco altri 6 straordinari esempi di oggetti che si possono stampare in 3d:

  1. Vestiti

    Già nel 2011 appariva di fronte al mondo lo Smoke Dress, creato dal designer olandese Anouk Wipprecht, famosa per i suoi pezzi che uniscono engineering, moda e scienza e dall’italiano Niccolò Casa per Wolksvagen: un abito stampato in polyammide e fornito di sensori che emette fumo intorno alla figura della persona che lo indossa. Comunque, al di là delle interpretazioni futuristiche, solo poche settimane fa la compagnia Ministry of Supply – nata dall’idea di tre studenti del Mit di Boston e partita da fondi raccolti su Kickstarter – ha messo in vendita per 250 dollari la sua prima giacca “senza cuciture” ottenuta da un particolare processo di stampa 3D: il prodotto è già sold out.

  2. Strumenti musicali

    Nel 2012, al World Wide Rome è stato presentato un violino stampato in 3d: la tecnologia di stampa 3d per strumenti si è perfezionata nel tempo, tanto che a partire da quest’anno dovrebbe partire la produzione in serie di 3dvarius, l’evoluzione del primo prototipo del 2011. Intanto, alla fine del 2014, i Klaxons, una band indie inglese, sono andati per la prima volta in tour con Chitarre, microfoni, bassi, amplificatori e perfino le luci di scena stampati in 3D.

  3. Un’altra stampante 3d:

    È il caso del Progetto RepRap (RepRap Project, abbreviazione di Replicating Rapid Prototyper, “creatore di prototipi a replicazione rapida”) un progetto partito ormai 10 anni fa, che ha dato nel tempo diversi risultati. Il fine è creare una stampante 3d che produca da sé la maggior parte dei suoi stessi pezzi un robot che si auto-riproduce.  Nel marzo 2007  è stata rilasciata Darwin, seguita da Mendel nell’ottobre 2009. Nel 2010 diventa ufficiale il nome della terza generazione di stampante 3D in sviluppo: Huxley.

  4. Il guscio di un paguro o protesi per una tartaruga

    Della stampa 3d beneficiano anche gli animali! Dal Giappone arrivano le bellissime quanto piccine stampe di case di plastica trasparente per paguri. Il progetto dell’artista Aki Inomata si chiama “Why Not Hand Over a Shelter to Hermit Crabs?“, ossia “perchè non consegnare un rifugio ai paguri?” e non si limita a fornire conchiglie stampate ai piccoli crostacei: l’artista ha deciso di dar forma alle abitazioni riproducendo l’architettura di diverse città.
    Nel frattempo in Italia, in una clinica per animali esotici a Roma, si stampa una sedia a rotelle fatta su misura per una tartaruga disabile.

  5. I visitatori di una mostra

    Un paio d’anni fa al science Museum di Londra si è tenuta la mostra 3D: Printing the Future , dedicata, ovviamente, a tutto ciò che si può stampare in 3d. Nello spazio espositivo, fra i 300 oggetti esposti, anche i visitatori: durante i workshop precedenti alla mostra, 150 di loro sono stati scansionati e stampati in miniatura: un altro caso in cui lo spettatore diventa parte della mostra.

  6. Protesi e organi

    Nel settore biomedicale, la stampa di protesi e organi umani è in grande espansione: da una parte abbiamo il bioprinting, ovvero la stampa di tessuti che si auto rigenerano, dall’altra la riproduzione di organi e parti umane a scopi didattici e medici. Mentre le protesi di arti cominciano a prendere piede, ci vorranno ancora degli anni per avere organi stampati per i trapianti: gli organi “nuovi” da utilizzare in sostituzione di quelli danneggiati da malattie e incidenti verranno realizzati con specifiche stampanti 3D direttamente nei laboratori degli ospedali, su misura per ogni paziente e senza problemi di compatibilità e rigetto.

 

 

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