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Osso Bionico Stampa 3d

Stampa in 3d: creato in laboratorio un osso bionico

È ormai da qualche anno che vengono stampate protesi in 3d: oggetti solidi e dotati di tutti i particolari e la flessibilità necessaria per sostituire un arto, ma non per ripararlo.  Da qualche tempo i ricercatori hanno preso una direzione diversa: puntano a creare materiali dinamici che riparino i tessuti invece che sostituirli.

Il tessuto osseo naturale, come la cartilagine, ha una forte resistenza meccanica, ma è allo stesso tempo dinamico.
I ricercatori hanno studiato il modo per ricreare queste caratteristiche con materiali sintetici.

Nei laboratori dell’università Bicocca , meno di due settimane fa, è stato stampato in 3d un osso con queste caratteristiche: un osso costituito da un materiale autoriparante, dinamico e naturalmente ecocompatibile.

L’obiettivo per cui è stato realizzato e brevettato questo materiale è quello di rigenerare il tessuto osseo e cartilagineo, danneggiato da traumi (come fratture) o da malattie degenerative. Il risultato è in linea con le aspettative: la caratteristica più rivoluzionaria di questo nuovo materiale è il fatto che si comporta come un tessuto organico, rendendo possibile l’auto-riparazione, un fenomeno per ora osservato solo all’interno del corpo umano. Dopo un taglio netto, semplicemente unendo gli estremi, le parti separate combaceranno e rigenereranno l’arto in maniera automatica. L’osso bionico è stampato in un materiale ibrido: da una parte si usa una componente inorganica a base di silicio, dall’altra si usa una nuova matrice organica fatta di speciali polimeri.

Per ottenere questo risultato straordinario, I ricercatori del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze della Bicocca hanno unito le loro competenze in chimica e biotecnologia con quelle ingegneristiche del Dipartimento di Materiali dell’Imperial College.
«Mai era stato sintetizzato qualcosa di così elastico e insieme così resistente alla pressione e alla trazione», spiega Laura Cipolla, la docente di Chimica organica dell’Università di Milano-Bicocca che ha coordinato il gruppo italiano di ricerca.

Oltre la medicina

Le capacità autoriparanti e la possibilità di stampa in 3D vanno oltre la medicina rigenerativa. Si pensa già a studiare ambiti di applicazione industriale. La tecnologia potrebbe essere estesa alla realizzazione di materiali autoriparanti e molto resistenti per diversi usi quotidiani: un esempio molto interessante è quello degli schermi per computer e per smartphone. Avete presente le classiche crepe che appaiono sullo  smartphone dopo una caduta particolarmente violenta (e sfortunata)? Questa tecnologia risolverebbe, fra gli altri, anche questo inconveniente.

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